Partito socialista & sinistra indipendente Capriasca

15 dicembre 2025

Insieme a Sinistra

Diciamolo subito apertamente. Il PF 2026-2029, alla sinistra di questo Comune, non piace più di tanto. Nella forma e nei contenuti.

Punto 1:

Delle 4 linee strategiche presentate dal Municipio nel PF 2023-2025, e fatte ancora più proprie dall’attuale esecutivo, la prima è particolarmente problematica. Nulla da eccepire, ovviamente, per quel che riguarda l’”assicurare l’equilibrio del conto economico, mediante un controllo rigoroso della spesa corrente”. Ci mancherebbe. Problematico è invece il seguito, visti gli esiti delle ultime votazioni, cantonali e federale, dello scorso settembre (iniziativa della Lega dei ticinesi, eliminazione del valore locativo). “Un suo [della spesa corrente] adeguamento allo sviluppo del gettito fiscale” significherà, inevitabilmente, pesanti tagli a servizi e prestazioni alla cittadinanza. Se questo succederà, a pagarne il prezzo maggiore saranno in primis le fasce più deboli e bisognose, ma probabilmente stavolta non se la schiva neanche il ceto medio.

Punto 2:

Nel “programma di legislatura” non c’è traccia alcuna di due questioni, fondamentali oggi e imprescindibili domani: quella ambientale e quella sociale.

Punto 3:

Con la vendita, che per essere realtà dovrà diventare svendita, ampliata, del parco immobiliare comune e l’accentramento delle attività a Tesserete, il rischio abbastanza reale è che Capriasca possa diventare un comune con un polo in cui si concentreranno tutte, o quasi, le attività amministrative, sociali, culturali, sportive, ricreative, ed una periferia composta di anonimi quartieri, non luoghi, dormitori, corpi marginali alla comunità capriaschese; una periferia che fungerà da mera stampella finanziaria di un polo che, ricordiamolo, prima della prima aggregazione era uno dei tre “con importanti difficoltà finanziarie” (Messaggio 4930 CdS del 27 ottobre 1999). Questa pianificazione del prossimo futuro mi ha fatto sorgere alcune domande. Lo spirito e lo sviluppo auspicato dai sostenitori delle due aggregazioni era questo? Non so se il Municipio ha pensato a ‘sta sorta di emarginazione dei quartieri. Si vuole contribuire a tener vivi i quartieri?

Vogliamo veramente annientare un patrimonio che, una volta perso, non tornerà più? Sarebbe un danno per tutta la collettività: per gli anziani, per i giovani che necessitano sempre più di relazioni sociali, per i volonterosi che si prodigano in vari modi per dare vita e qualità ai quartieri (vedi ZeT a Bidogno o le varie associazioni come Parpavai o gli Amici di Cagiallo, Pom Rossin, i Patriziati per citare alcuni dei possibili fruitori di spazi).

Vogliamo davvero arretrare davanti a chi si dà la pena di organizzare momenti di aggregazione, invece di andare loro incontro?

Fiorenza Rusca Franzoni, capogruppo in Consiglio comunale di Insieme a Sinistra

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